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PROIETTI PIETRO, DETTO IL LIBANESE
view post Posted on 3/11/2009, 00:21P_QUOTE

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Status: Offline: ultima azione eseguita il 20/11/2009, 19:33


Nome: Pietro
Cognome: Proietti
Soprannome : Il Libanese (o Libano)
Anni: 28
Razza: Caucasica
Professione: Capo della Banda della Magliana , Re di Roma, Criminale .
Descrizione Fisica: Capelli ricci, scuri, pelle chiaro, fisico robusto ed espressione sempre crucciata
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Descrizione Caratteriale: Il Libanese: è l'ideatore della banda e capo carismatico. Il suo progetto consiste nel fondare una organizzazione gerarchica efficiente e superare le divisioni dei piccoli criminali che ne fanno parte. Insiste continuamente sull'importanza di cuore e cervello contro l'ottuso egoismo di alcuni membri. Ha delle ambizioni grandiose e irrealistiche, che lo portano in divisione con l'altro capo, il Freddo. È un fascista convinto e un grande ammiratore di Mussolini. Incompreso, diventa sempre più preoccupato e solo, fa un errore che gli sarà fatale. Uomo senza scrupoli , usa ogni mezzo per raggiungere il suo sogno , ma conserva un codice d'onore tipico dei tempi.
Storia della Banda della Magliana: Roma, autunno del 1977. Il Libanese, insieme ai suoi compari di batteria (banda) Dandi, Bufalo e Scrocchiazeppi, ruba un carico di macchine per scrivere da un camion. Si occupa del caso il commissario Scialoja, un volenteroso servitore dello Stato che però si attira le antipatie dei colleghi per le sue presunte idee di sinistra. Sua sorella è infatti un'attivista degli ambienti di estrema sinistra ed i tentativi del fratello di non cercare lo scontro con i manifestanti - al puro scopo di proteggere la sorella - sono mal visti dai suoi superiori.
Anziché dividere i soldi del colpo, il Libanese li usa per comprare una borsa di armi dal boss di Centocelle, il Terribile. Il Sorcio, un piccolo delinquente, ruba la macchina del Libanese e la vende a Fabrizio Soleri detto il Freddo. Il Libanese va allora a riprendere la macchina e trova anche l'accordo con il Freddo per fare il colpo a cui aveva pensato sin dall'inizio: uniscono le loro batterie per rapire il Barone Rosellini. Il commissario Scialoja sospetta che dietro il sequestro ci sia la stessa banda del furto del camion, ma il sostituto procuratore Borgia non è della stessa idea e gli impone di seguire la pista dei rapitori sardi.
La batteria del Libanese non è però all'altezza di gestire il sequestro da sola e affida l'ostaggio a una famiglia di deliquenti, i fratelli Cannizzaro. Questi però non sono granché meglio. Uno di loro si fa vedere in faccia dal Barone e per questo lo uccide. Nonostante questo il Libanese e il Freddo riescono ugualmente a incassare il riscatto di due miliardi.
Al momento della spartizione, il Libanese espone il suo progetto: un premio di soli venti milioni a testa e reinvestire tutto il resto per andare alla scalata di Roma e diventare come la mafia in Sicilia e la camorra a Napoli, con la differenza che non ci sarà una struttura gerarchica ma tutti capi di pari livello. A parte Satana, tutti gli altri accettano: nasce la banda della Magliana.
Intanto il commissario Scialoja litiga con la sorella, mentre una sezione dei servizi segreti inizia a interessarsi alle sue indagini. Infine, Freddo e Fierolocchio uccidono i due fratelli Cannizzaro. Fierolocchio e Sergio Buffoni seppelliscono i corpi dei Cannizzaro in un posto diverso da quello indicato dal Freddo. La madre del Libanese è preoccupata per il figlio. Scialoja intuisce che Remo Ghirlandi, detto Satana, potrebbe essere il basista del sequestro Rosellini, ma il magistrato Borgia passa ugualmente il caso al suo pupillo, il commissario Rizzo. Scialoja però continua a indagare per conto suo. Il Dandi conosce Patrizia, una bellissima prostituta, e se ne invaghisce.
Le armi della batteria vengono consegnata al Puma, il boss dell'EUR, che si offre anche di organizzare l'incontro con il Sardo, un trafficante di droga protetto dalla camorra. Il Sardo accetta di fornire al Libanese tutta la droga richiesta, ma pretende anche una percentuale sulle vendite, al che il Libanese rifiuta e non se ne fa niente.
Il Freddo regala un motorino a suo fratello Gigio. Questi però cade insieme a Roberta, la sua ragazza, e finiscono al pronto soccorso. Il padre e il Freddo si accusano reciprocamente del fallimento familiare. Il Freddo fa amicizia con Roberta.
Il Terribile va a trovare il Libanese, in crisi perché non riesce a investire i soldi del riscatto. Gli propone di essere lui a fornigli la droga, ma senza volere gli suggerisce come rilanciare l'offerta al Sardo, raddoppiando la quantità di droga per avere un prezzo migliore. A questo punto l'affare va in porto.
Sergio Buffoni usa i soldi del primo colpo per comprare una Porsche, ma le banconote sono segnate. Si rende perciò necessario assaltare la concessionaria per recuperarle. Si scopre che i Cannizzaro sono sepolti in una zona edificabile e quindi i loro cadaveri vanno spostati in tutta fretta. Fierolocchio deve pagare 20 milioni di debiti di gioco al Terribile, il quale gli offre dei lavoretti in cambio della cancellazione del conto. Venutolo a sapere, il Freddo paga di persona i debiti, perché "nessuno della batteria nostra lavorerà mai per lui". La Porsche del Buffoni viene abbandonata sul lungomare di Ostia. Libanese, Freddo e Dandi si lasciano finalmente andare a una innocente partita di calcetto sulla spiaggia. Ritirati i 3,2 miliardi di droga, per gli otto membri della batteria il problema è quello di piazzarla nei tempi fissati. Per questo costringono tutti gli spacciatori a trattare solo con loro. Uno di questi però, Shangai, non accetta e viene ridotto quasi in fin di vita come lezione per gli altri. Gli unici che godono di autonomia sono Satana, all'ippodromo, e naturalmente il Terribile. Scrocchiazeppi ha i suoi problemi a recuperare le armi che aveva nascosto sotto il letto della fidanzata Angelina, ma il Libanese riporta il padre di Angelina a miti consigli.
Scialoja segue la pista delle banconote segnate e arriva a Patrizia. Inizia a pedinarla e la fotografa insieme al Dandi. Non avendo prove sufficienti per dimostrare che sia collegato agli altri della batteria, decide di provare a parlare con Patrizia. Lei fa il nome del Dandi ma lo prende in giro perché non testimonierà mai davanti a un giudice. In realtà Patrizia è in qualche modo colpita dal fascino di Scialoja. Dandi intanto si da un po' troppo alla bella vita per cui il Libanese e il Freddo lo richiamano all'ordine.
Bufalo scopre che Ricotta è in contatto con uno dei fratelli Gemito, lo scagnozzo del Terribile. In questo modo si viene a sapere che il Puma, tramite il Terribile, sta cercando di piazzare una partita di droga del Sardo per conto suo. Il Freddo lo perdona ma gli dice di farsi da parte. A questo punto l'attenzione si sposta addirittura sul Sardo. Il Dandi lo sequestra e lo minaccia di rispettare i patti: nonostante ci sia la camorra a proteggerlo, o la smette di agire in proprio e si limita a rifornire la banda, o sarà fatto fuori anch'egli.
Il Vecchio, il dirigente dei servizi segreti, incarica gli agenti Zeta e Pigreco (detti Cip e Ciop) di seguire i nuovi canali della droga a Roma, mentre la banda riesce addirittura a nascondere le armi in un sotterraneo abbandonato di un MinisteroGli affari vanno bene, i soldi del riscatto ormai riciclati, finalmente si può fare festa. La cassa della banda viene affidata a Trentadenari. Il Sorcio viene inviato a disturbare lo spaccio nella zona del Terribile, ma viene immediatamente bloccato e pestato a sangue. Il Libanese ha dei vecchi conti in sospeso col Terribile, però decide che è meglio non scatenare una guerra fino a quando non saranno abbastanza forti per farlo fuori. Da parte sua, il Terribile capisce che dietro alla banda ora c'è addirittura la camorra. Con la mediazione del Puma si arriva dunque a una soluzione pacifica.
Il Freddo inizia a frequentare Roberta, la ragazza di suo fratello Gigio, così diversa dalle altre donne e prostitute dei suoi compari. Attratta dal fascino misterioso del Freddo, Roberta decide di lasciare Gigio. Freddo per ora decide di non parlare al fratello. Dandi nel frattempo continua a prendere pesci in faccia da Patrizia. Seguendo lei, Scialoja scopre che Dandi è legato al Libanese, ma in realtà è mosso dall'attrazione per Patrizia. La madre del Libanese rifiuta i regali comprati con soldi sporchi, e caccia il figlio di casa. Scialoja torna dal sostituto procuratore per chiedere che gli venga riaffidato il caso, ma ormai tutta l'attenzione del magistrato va a un nuovo, più urgente avvenimento: il rapimento di Aldo Moro.
Anche questo episodio si conclude nell'ufficio del Vecchio, che intuisce come la banda possa essere una fonte di informazioni utili per il caso Moro. Il Libanese, affranto per la rottura con la madre, si ubriaca sulla spiaggia di Ostia. Con tutta la polizia scatenata alla ricerca di Moro, gli affari della banda subiscono un drastico rallentamento. Il Libanese decide di dare l'esempio agli altri e riesce a far passare un carico nonostante i posti di blocco. Ha capito che alla polizia ora interessano solo i terroristi, non i criminali comuni. La camorra vuole aiutare lo Stato e i servizi segreti nella ricerca di Aldo Moro. Il Sardo organizza un incontro fra il capo della camorra e i capi della banda della Magliana, che accettano di cercare informazioni in cambio di "riconoscenza". Il Freddo però non è d'accordo di fare affari con poteri troppo grandi.
Improvvisamente si fa viva Sara, la ex compagna del Libanese. La loro relazione era bruscamente terminata quando il Terribile, per dare una lezione al Libanese, aveva fatto pestare lui e violentare la ragazza, ma in tutti questi anni il Libanese non era riuscito ad amare nessun'altra. Ora lei lavora in un ristorante sul litorale e la loro storia sembra rivivere un ritorno di fiamma, ma una mattina lei scompare dopo averlo derubato dei soldi e della nuova Porsche. Il Libanese la ritrova insieme al suo nuovo ragazzo: era stata tutta una messinscena per vendicarsi della vecchia umiliazione e del fatto che ora lui e il Terribile fanno addirittura affari insieme. Il Libanese uccide il ragazzo e lascia andare Sara.
Il Freddo decide di rivelare al fratello che Roberta ora sta con lui, ma Gigio la prende malissimo e la relazione tra Freddo e Roberta entra in crisi. Bufalo organizza una rapina a un camion di pellicce ma il Freddo lo ferma spiegandogli che ora non sono più ladri, ma criminali. Scialoja, nonostante le idee di sinistra, è sconvolto dal rapimento di Moro. Il magistrato lo incoraggia a proseguire le indagini. Prova a mettere in mezzo il Terribile, che però non collabora. Sua sorella viene coinvolta nelle indagini contro i terroristi, ma riesce a farla rilasciare.
I servizi segreti forniscono alla banda indizi utili nella ricerca di Moro. Non c'è traccia di come i terroristi siano riusciti ad acquistare le armi, ma Dandi probabilmente riesce a trovare il nascondiglio di Moro. Purtroppo però i servizi segreti, tramite la camorra, fanno sapere di non essere più interessati al loro aiuto. Il Terribile prova a mettersi d'accordo con il Sardo per avere protezione e rifugio in caso di necessità, mentre di nascosto fornisce a Scialoja informazioni su come ritrovare il corpo del Barone Roselini.
Sara ritorna nell'appartamento del Libanese e si suicida davanti a lui. Freddo e Dandi lo aiutano a gettarne il corpo in un lago. Roberta convince Freddo a rimettersi insieme, mentre il Libanese dà fuoco alla sua vecchia roulotte, e ai suoi sogni. Quella stessa notte, Libanese, Freddo e Dandi vengono arrestati per l'omicidio Roselini. Quasi tutta la banda si ritrova in carcere. Oltre ai tre capi, anche Sergio e Ruggero Buffoni, Scrocchiazeppi e Fierolocchio. Rimangono fuori il Sardo che è riuscito a far perdere le sue tracce, il Bufalo che casualmente sfugge alla cattura, Ricotta e Trentadenari che sembrano essere non troppo preoccupati degli arresti e che nel frattempo portano avanti gli affari. Il Libanese viene messo in cella con uno dei suoi "miti" giovanili, il vecchio criminale Gerardo il Barbaro (un meraviglioso Ninetto Davoli). I suoi vecchi compagni sono morti o in galera e la moglie lo ha ripudiato, ma non ha perso l'onore e durante la carcerazione copre le spalle al Libanese in più di un'occasione.
Don Macrì è il boss della 'Ndrangheta che controlla il carcere, e uno dei suoi sgherri è l'unico superstite dei fratelli Cannizzaro che perciò prova a uccidere il Libanese, ma fallisce. Don Macrì prova a farsi portare rispetto dai membri della Magliana, ma questi non esistano a spargere sangue e ribaltano la situazione. Anche i secondini capiscono subito da che parte è girato il vento. Scrocchiazeppi viene a sapere che la fidanzata Angelina è incinta. In un flashback Freddo ricorda di quando scoprì il padre insieme all'amante, di come da quel giorno il loro rapporto fu irrimediabilmente incrinato, e che commise la sua prima rapina proprio ai danni del negozio della donna. Dandi invece rivela di essere contento di pagare le sue donne per non doversi assumere responsabilità.
Scialoja nel frattempo fatica a convalidare gli arresti. Quando sembra confermato che la voce di Scrocchiazeppi è la stessa del telefonista del sequestro, i servizi segreti provvedono a occultare i nastri, e la banda viene scarcerata. Scialoja cerca conforto fra le braccia di Patrizia, ma viene respinto. Una volta fuori, Dandi si precipita da Patrizia ma la trova con un cliente al quale rompe la faccia. Scrocchiazeppi ritrova la sua Angelina mentre Roberta fugge appena Freddo le si avvicina. Libanese per riconoscenza prova a parlare alla moglie di Gerardo il Barbaro, ma questa gli chiude la porta in faccia.
I servizi segreti recapitano al Libanese i nastri con le loro voci registrate. In una frase sibillina il Vecchio afferma che "adesso possiamo concentrarci sull'ultimo atto della tragedia nazionale". La mattina dopo, viene ritrovato il cadavere di Aldo Moro. Scoperto che chi ha fatto la "soffiata" alla polizia è stato il Terribile, uscito dal carcere il Libanese decide che è ora di farlo uccidere. Unico problema, il Terribile ha la mafia alle spalle. Ma anche senza l'aiuto del Sardo e della camorra, si mettono a preparare il piano. Decidono di agire il giorno del matrimonio di Scrocchiazeppi e Angelina. Con una consistente donazione ma soprattutto con minacce ben poco velate, Dandi convince il sacerdote ad abbreviare i tempi per la celebrazione. Il Libanese e gli altri incontrano il Terribile; dietro alle belle parole di facciata, è ormai chiaro che la situazione è insanabile.
Dandi viene ricercato per l'aggressione a Persichetti (l'uomo pestato in casa di Patrizia) ma riesce a fuggire e si nasconde a casa di Angelina. Nel frattempo, il Terribile dà ordine ai fratelli Gemito di uccidere Libanese, ma vengono intercettati da Freddo e Bufalo che stavano sorvegliando l'amico. Ai Gemito viene risparmiata la vita in cambio della loro collaborazione ai danni del Terribile. I fratelli Buffoni e Fierolocchio fanno irruzione nella villa del Terribile che però è già fuggito. Ricotta riferisce che il Sardo e la camorra non sono contenti dell'iniziativa. In realtà è proprio il Sardo che sta nascondendo il Terribile, per ricambiare vecchi favori.
Freddo e Libanese decidono che prima di tutto bisogna sistemare la situazione del Dandi, perciò minacciano il Persichetti e gli danno 30 milioni per fargli ritirare la denuncia. Scialoja viene informato da un personaggio anonimo inviato dai servizi segreti che la sorella sta per essere arrestata, e ancora una volta riesce a farla fuggire poco prima dell'irruzione della polizia. È il giorno del matrimonio di Scrocchiazeppi. Scialoja interroga ancora una volta senza esito Patrizia. Questa prima gli si rivolge con disprezzo a causa della sua incapacità, e poi raggiunge Dandi al luogo della festa. Scialoja sfoga le sue repressioni con la bella cassiera del tribunale, che "arrotonda" così il suo stipendio. Freddo e Libanese affrontano Patrizia perché sta facendo troppo casino col Dandi: le offrono una intera palazzina nel centro di Roma per smettere di fare la prostituta e diventare invece una "maitresse" e la donna del Dandi a tempo pieno, offerta senza alternative e immediatamente accettata.
A questo punto il Sardo si fa finalmente vivo svelando il nascondiglio del Terribile. Mentre il Libanese rimane alla festa per crearsi un alibi e qui assiste all'esibizione di un giovane Franco Califano, Freddo, Bufalo, Ricotta e Trentadenari raggiungono e uccidono il pericoloso boss di Centocelle. l commissario Scialoja tenta inutilmente di far parlare i fratelli Gemito, che ormai fanno parte della banda. La mafia, tramite il boss chiamato Zio Carlo, contatta i tre capi per fare affari direttamente con loro, visto che il Terribile ora è morto. Questo rappresenta l'ennesimo salto di qualità per la banda, in quanto la mafia non vuole percentuali sulle vendite ma trattano la banda alla pari. In questo episodio fa la sua comparsa il Nero, un ragazzo appartenente agli ambienti di estrema destra. Il Nero effettua una rapina in banca e Scialoja imprigiona il Freddo perché la descrizione dell'assassino coincide con la sua, e anche la moto usata per la rapina è uguale.
Patrizia ha aperto la sua casa di appuntamenti con la collaborazione del suo amico gay Ranocchia. Un casertano muore d'infarto mentre è lì in compagnia di una ragazza cinese. Era amico di Trentadenari, ma alle sue domande il Dandi nega di saperne qualcosa. La ragazza cinese prova ad avvisare la polizia però il Dandi arriva prima di Scialoja e la convince a tacere.
Nel frattempo la banda si appropria delle proprietà del Terribile e apre una bisca in uno dei locali che prima era di quest'ultimo. Il Libanese, grazie alla mafia, viene a sapere chi ha fatto la rapina in banca. Fatta amicizia col Nero, ripulisce il denaro rubato e mette la moto usata nella rapina davanti alla Questura, il che obbliga Scialoja a rilasciare il Freddo. Questi esce e viene portato alla bisca di cui non sapeva ancora l'esistenza. Quella stessa sera il Libanese presenta alla banda il Secco, un finanziere raccomandato dalla mafia che promette di reinvestire fruttuosamente una parte dei loro utili. Il Freddo, arrabbiato con il Libanese per tutte queste decisioni, abbandona la bisca e va a fare un giro in moto con il Nero. Durante un festino a base di sesso e cocaina, Trentadenari e Ricotta conoscono un uomo in cerca di emozioni che si rivela essere un poliziotto, Fabio Santini della squadra narcotici. Per salvarsi la vita promette favori in cambio. Il Secco trova un investimento, un intero palazzo di 50 appartamenti praticamente finito e da rilevare da un imprenditore in crisi. Quando questo però raddoppia la richiesta iniziale, il Libanese fa occupare gli appartamenti da un gruppo di baraccati e riesce a spuntare un prezzo che è la metà di quello iniziale, dopodiché fa sgomberare lo stabile.
Il Nero porta Libanese e Dandi a una riunione politica con un ideologo neofascista, il Professore , che vorrebbe fare della banda il suo braccio d'azione eversivo, in cambio di perizie psichiatriche favorevoli in caso di necessità giudiziarie. Ma inizialmente non se ne fa nulla. Quindi il Nero porta Freddo a Firenze, apparentemente per una breve vacanza, ma in questa città Nero uccide un magistrato Emilio Donati, sostituto procuratore che indagava sul terrorismo nero. Freddo però gode realmente di un momento di relax a contatto con la natura e lontano dalle logiche criminali.
Nel frattempo il poliziotto Santini passa alla banda una dritta riguardo un carico di 8 chili di cocaina custoditi in un deposito giudiziario, fornendo tutte le informazioni e persino la chiave d'ingresso. Per Libanese è un sogno che si avvera, rubare alla polizia, e il colpo va liscio come l'olio, anche se gli altri lo lasciano solo a festeggiare. Il problema però sono gli agenti Zeta e Pigreco che fanno pressioni su Patrizia, costringendola ad avere un rapporto sessuale con entrambi, per avere collaborazione e informazioni. A condurli da Patrizia è stato Ranocchia che viene pestato a sangue da Dandi. Patrizia è esausta e quando Scialoja la minaccia di chiudere la casa, lei lo sfida a farlo e lo bacia con passione. Su indicazione dei servizi segreti però la sezione buon costume precede Scialoja: mettono i sigilli alla casa ma l'offerta di collaborazione è ancora valida. Quando Zeta e Pigreco ritornano da Patrizia però vengono cacciati sotto la minaccia delle armi. Hanno comunque altri assi nella manica: avevano foto che mostrano Scialoja che aiuta a fuggire a Parigi sua sorella sospettata di terrorismo. Lo ricattano e lo costringono a farsi trasferire a Modena.
Dandi vince a poker 30 milioni al Bufalo, che si impegna a restituirli ma non la prende bene e lascia la bisca. I servizi segreti organizzano l'arresto del Libanese, Dandi e Fierolocchio perché avevano rifiutato di dar la stanza nel bordello di Patrizia (con la scusa di averli scovati durante la rapina degli 8 chili di droga in Questura). Gli altri compari rimasti liberi sono parecchio imborghesiti ma Freddo prende in mano la situazione e fanduri insieme la banda, nonostante la loro reputazione negli ambienti della mala non sia più la stessa. Anche Libanese stenta a farsi rispettare in carcere. Bufalo è andato fuori di testa per la faccenda dei 30 milioni e va al bordello di Patrizia per sfogarsi, ma sentitosi preso in giro da una delle ragazze la picchia a sangue e Patrizia lo caccia minacciandolo con la pistola. Dopodiché Bufalo si fa umiliare persino da Satana, che gli dice che ormai la banda è arrivata al capolinea. Freddo lo rintraccia mentre gioca alla roulette russa con un cameriere e lo disarma. Di fatto gli ha salvato la vita, ma Bufalo se la lega al dito e allo stesso tempo riferisce le affermazioni di Satana sulla banda.
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Mentre la banda è in carcere il contatto della mafia è preoccupato perché ha un carico di droga da smerciare, ma Il Freddo gli dà la sua parola che tutto continua come prima. Per pagare questo carico costringe il Secco a consegnargli 200 milioni, prelevandoli da fondi investiti mentre la cassa di Trentadenari è sempre agli sgoccioli perché tutti i membri chiedono sempre piu soldi per fare la bella vita. Il sostituto procuratore Borgia è molto cambiato e decide di indagare personalmente sulla banda però l'ispettore Cantoni, l'aiuto di Scialoja, viene trasferito ad altro incarico lasciandolo solo. Prima di andarsene, l'ispettore gli lascia un biglietto con scritto "non li molli".
Freddo vuole evitare rischi inutili e decide di far rientrare tutte le armi che sono state prestate in giro. Di questo vengono incaricati Ruggero Buffoni e Scrocchiazeppi che però si rivelano non all'altezza. Una pistola Beretta non viene recuperata ma non dicono niente a Freddo, facendo forse un danno ancora maggiore.
Finalmente la banda scopre che l'arresto è stato organizzato da Zeta e Pigreco, che si sono serviti di Santini per incastrarli. A questo punto non si accontentano più di informazioni: Libanese e gli altri verranno liberati solo se si impegnano a lavorare per i servizi segreti. In cambio non avranno più fastidi dalla polizia. Libanese prende tempo e dice che deve parlarne col Freddo. Una volta scarcerato Libanese però non riesce a parlargliene subito. Freddo decide che è arrivata l'ora di dare un esempio forte a tutti e insieme a Libanese e Dandi uccidono Satana. Gli impegni con la Mafia vengono rispettati e le cose sembrano rimettersi sul binario giusto, anche se Dandi rompe con Patrizia.
Nel finale due avvenimenti gettano però un'ombra sinistra: nel suo appartamento Libanese trova il cadavere del poliziotto Santini e il magistrato Borgia trova nel suo ufficio una chiara minaccia: o la smette di indagare dove non deve, o sarà eliminato. Alle 9.25 del 2 agosto 1980 viene ucciso a Roma il nipote del Puma, Angioletto. Alle 10.25 esplode la bomba nella stazione ferroviaria di Bologna che causa la morte di 85 persone. Il corpo di un uomo giustiziato viene ritrovato a pochi chilometri da Bologna. Cosa lega questi tre fatti? Questo lo scenario dell'undicesimo episodio.
Il Puma si convince che il responsabile della morte del nipote sia stato il Libanese e prova a vendicarsi, ma viene bloccato. Messo sotto tortura, rivela che il ragazzo stava cercando di spacciare due etti di eroina per ripagare certi debiti di gioco. Ma chi ha introdotto a Roma della droga fuori dal controllo della banda? Il Libanese si fa travolgere dall'ossessione di scoprirlo e non si fida più di nessuno, neanche di Dandi e Freddo che ormai pensano più alle proprie donne che agli affari. Nel frattempo Scialoja, che ha preso servizio alla questura di Modena, scopre due fatti importanti: uno, che la persona uccisa fuori Bologna aveva il biglietto di un treno Roma-Bologna e che l'arma dell'omicidio avvenuto fuori Bologna appartiene alla banda, ma i servizi segreti gli fanno togliere l'indagine. Ricordando di avere intravisto la mattina dell'attentato uno degli agenti dei servizi segreti insieme a un ragazzo (che era quello che aveva chiesto in prestito le armi alla banda senza restituirle), gli viene il sospetto che strage e omicidio siano collegati, e che dietro a tutto ci sia proprio la lunga mano dei servizi. Chiede e ottiene di ritornare a Roma. Dandi fa finta di far pace con Patrizia e Ranocchia, ma in realtà incarica quest'ultimo a fare la spia della vita di Patrizia.
Indagando sul nipote del Puma, il Libanese scopre che Scrocchiazeppi e i fratelli Buffoni stavano facendo affari per conto proprio. A questo punto il Freddo libera Puma e poi decide che è giunta l'ora di ritirarsi dalla banda. Torna quindi da Roberta e le propone di fuggire insieme. Curiosamente in questa fase uno dei pochi a dimostrarsi fedele è il Sorcio, che scopre gli assassini del nipote del Puma: sono stati i fratelli Bordini, che vengono quindi trucidati dal Libanese sempre più paranoico nei confronti di tutti e che chiude con la frase: "è finito il tempo del perdono. Ora è il tempo del giudizio." Il Libanese pervaso da un'ossessione causata dallo sfaldamento della banda e aggravata dal crescente consumo di cocaina. Pertanto incarica i fratelli Gemito di fare la spia sui movimenti degli altri membri della banda. Freddo, convinta Roberta a fuggire insieme in Brasile, lo comunica al Libanese che, anche se si sente tradito, decide di consegnargli la sua parte di soldi. Il Libanese decide che i soldi non si divideranno più in parti uguali, ma metterà gli altri a "stipendio". Naturalmente questo gli scatena contro i risentimenti dei compari. Dandi comunque rimane lucido e anzi scopre e sistema alcune "mele marce". I fratelli Buffoni gli propongono di prendere il posto del Libanese a capo della banda. I rapporti tra di loro sono sempre più tesi per la smania di controllo del capo, ma l'idea di tradire l'amico non lo sfiora neanche. Il Secco propone al Libanese di non dare i soldi al Freddo, ma di eliminarlo, e la cosa fa arrabbiare il Libanese, che nonostante l'ossessione rimane fedele all'amico e conferma la consegna dei soldi, come pattuito.
Freddo, alla vigilia della partenza, si fa incredibilmente arrestare per possesso di marijuana. Viene messo alle strette da Scialoja che gli offre la libertà in cambio di informazioni sulla strage. Freddo parla con Scialoja ma solo per affermare l'estraneità della banda a questi fatti e non fornisce altre informazioni.
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Le manie del Libanese si fanno sempre più assurde, soffre di allucinazioni e incubi, infine si convince che facendo ripulire la villa in cui vive riuscirà a riappacificarsi con la madre. In un disperato tentativo di tenere la situazione in pugno, il Libanese arriva a sfidare nuovamente gli agenti Zeta e Pigreco, pretendendo il coltello con cui è stato ucciso il Terribile e la liberazione del Freddo. Questi riferiscono la cosa al Vecchio che però è più interessato alla pubblicità del prossimo lancio di una nuova emittente televisiva, Canale 5, e pronuncia un'altra delle sue affermazioni "profetiche": «Il mondo sta cambiando, in futuro i crimini non si commetterano più con i coltelli a serramanico».
Siamo all'epilogo: Freddo esce comunque grazie ai servizi e saluta gli amici e il fratello Gigio. Dandi prima non riesce a convincere Patrizia che forse farebbero meglio a fuggire anche loro e poi va da Trentadenari e lo ricatta per i suoi traffici privati e lo costringe a pagargli una percentuale dei ricavi passati e futuri. Libanese, Ricotta, Ruggero Buffoni e Maurizio Gemito stanno giocando a poker. Gemito vince 35 milioni al Libanese, ma questi si rifiuta di pagare il debito e anzi lo insulta e lo umilia, ricordandosi cosa avevano fatto i Gemito alla sua ex ragazza.
Libanese è fuori di sé e dopo una scena drammatica in cui cerca inutilmente la madre, viene giustiziato da due killer in moto col volto coperto dal casco. I sospetti si dividono tra i fratelli Gemito e i servizi segreti o forse bisogna pensare a entrambe le cose. Informato dell'omicidio, Freddo strappa i biglietti dell'aereo e insieme ai compagni si raduna davanti al cadavere dell'amico, sotto lo sguardo di Scialoja. Arriva anche Dandi che però rimane in disparte, probabile segno del ruolo più forte che sta per assumere. È il 13 settembre 1980....
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Composizione della Banda della Magliana:
Proietti Pietro: Il Libanese
Il Freddo: capo della banda alla pari col Libanese al quale è molto legato. Ha un carattere chiuso e insondabile. Lui e il Libanese si trovano spesso d'accordo, senza nemmeno bisogno di discutere, sui progetti della banda. Ha un fratello minore che tenta senza successo di avviare sulla diritta via.
Dandi: uno dei capi. Incomincia a fare affari da solo senza informare gli altri. Viene ucciso dal Bufalo perché accusato di vigliaccheria durante l'omicidio di Gemito.
Bufalo: un membro irrequieto
Trentadenari: un Napoletano a Roma
Nembo Kid: ha i contatti giusti
Il Nero: Ammiratore nonché ex discepolo di evola, neofascista convinto. Appartiene di diritto allo spontaneismo armato, legato ai NAR, è il tramite tra la criminalità comune e quella nera. De Cataldo si ispira a Carminati per il suo personaggio e riesce a delineare benissimo la figura del militante dei NAR, dello spietato guerriero senza sonno. Nichilista, freddo e spietato, il nero uccide e si muove spinto da un'insaziabile voglia di agire, e a motivare la sua azioni è l'Azione stessa, in un incalzare frenetico. L'ideologia fascista trova il tempo che trova, il nero è mosso prima di tutto da un'assoluta tensione alla ribellione, l'azione per l'azione, la violenza per la violenza, il suo agire trova il fine nel mezzo stesso. L'importante non è la rivoluzione, non sono i soldi, non è neppure la riuscita delle proprie mosse. L'importante è l'azione stessa, con un totale distacco dal risultato di quest'ultima. La caratterizzazione profonda di questo personaggio è una delle cose più belle del libro di de Cataldo. E nonostante la sua crudeltà e freddezza, non possiamo fare a meno di ammirare il coraggio del Nero.
Altri membri:
Botola
er Sorcio
I gemelli Buffoni
Ricotta
Fierolocchio
Scrocchiazeppi
Il Nercio
il Secco: amministratore dei soldi della banda , investitore

Edited by BaroneHarkonnen - 5/11/2009, 20:33

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view post Posted on 4/11/2009, 16:06P_QUOTE
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Status: Offline: ultima azione eseguita il 22/11/2009, 17:04


Hai scritto tantissimo e molto bene, ma dovresti sistemarla seguendo lo schema qui..Puoi fare un post con tutta la storia del telefilm nella sezione BYT Italy ma devi tenere solo i dati fondamentali nella scheda. ^^ Un'altra cosa, evita di mettere una data, cosi` e` piu` facile far interagire I vari pg, anche da serie diverse XD ( e gia` pensi, che rompi questa...ehehehe) un'ultima cosa, in immagine pg mi metti la foto che vuoi nella icon? poi leggi il regolamento e firma il disclaimer..


Non dir di me se non sai, pensa per te, poi di me dirai..
.. La vita non si basa su una quantità di respiri,
ma su momenti che accendono i respiri...
..Anche se spesso, troppo spesso,
ti capita di soffocare i pensieri
racchiusi nello scrigno dei tuoi sogni..

Lemoné_Portfolio




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B:Perchè non sei in Europa?
C:Sono andato,a Parigi, solo per prenderti i tuoi amaretti preferiti, da Pierre Hermè
B:E in Germania?
C:Per prendere le tue calze preferite da Vaté, sai quanto le adoro.
B: Che cosa ci fai qui, allora?
C:Avevi ragione, sono stato un codardo a scappare di nuovo,ma dovunque andassi tu eri sempre con me.Dovevo tornare.
B: Io vorrei crederti, ma non posso. Mi hai ferita troppe volte.
C:Puoi credermi questa volta.
B: Tutto qui?
C:Ti amo anche io.
LOVE LOVE LOVE..
-si baciano-
B:Ma puoi dirlo due volte?
-si baciano-
B: No, sono seria!
C: Ti amo, ti amo, sono tre. Ti amo, ti amo, ti amo...

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per l'icona la trovi sul post , il rifugio della banda

Ti prego non farmi riscrivere o modificare la storia pls , non ne avrei il tempo davvero. al massimo fa conto che le date non ci siano.

Il resto della scheda è presente se noti bene

inoltre ho scritto la storia di "Romanzo Criminale" , libro, film , serie Tv e vera storia sul topic che mi hai detto

firma il disclamer? ehm.. ossia che vuol dire? che devo fare?

Per il regolamento non ci sono problemi, è identico ovunque, praticamente

sono un vecchietto e di informatica ne so davvero poco, ho anche pochissimo tempo per giocare , visto che lavoro un sacco , vi prego siate buoni non fatemi leggere pagine di cose poco utili e farmi fare cose che non capisco o di cui non sono capace (o ci metto 2 ore per capire come farle)
PLS siate umani..

Edited by BaroneHarkonnen - 5/11/2009, 13:13

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qui, tranquillo, non lo legge mai nessuno ^^
per il resto ok XD
Che lavoro fai, se posso chiedere?
CITAZIONE
sono un vecchietto e di informatica ne so davvero poco..

se è per quello ne conosco molti di giovincielli che ne sanno poco ahahah..Cmq io sono dell'86, mica troppo giovane per il circuito e tu?? XD
se vuoi dirlo XD se no tranquillo ^^


Non dir di me se non sai, pensa per te, poi di me dirai..
.. La vita non si basa su una quantità di respiri,
ma su momenti che accendono i respiri...
..Anche se spesso, troppo spesso,
ti capita di soffocare i pensieri
racchiusi nello scrigno dei tuoi sogni..

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B:Perchè non sei in Europa?
C:Sono andato,a Parigi, solo per prenderti i tuoi amaretti preferiti, da Pierre Hermè
B:E in Germania?
C:Per prendere le tue calze preferite da Vaté, sai quanto le adoro.
B: Che cosa ci fai qui, allora?
C:Avevi ragione, sono stato un codardo a scappare di nuovo,ma dovunque andassi tu eri sempre con me.Dovevo tornare.
B: Io vorrei crederti, ma non posso. Mi hai ferita troppe volte.
C:Puoi credermi questa volta.
B: Tutto qui?
C:Ti amo anche io.
LOVE LOVE LOVE..
-si baciano-
B:Ma puoi dirlo due volte?
-si baciano-
B: No, sono seria!
C: Ti amo, ti amo, sono tre. Ti amo, ti amo, ti amo...

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Scusa cito:

4. I dialoghi vanno fra virgolette e grassetto (<dialogo>") mentre i pensieri tra virgolette in corsivo ("Pensieri"), mentre il tag di movimento deve essere sottolineato: Es. Continua a ...

Ehm io li ho fatti di colore differente , cambia qualcosa o devo ri-editare tutto il post?

e ultima cosa come si "firma il disclamer?"

il resto te lo dico via MP ^_^

Edited by BaroneHarkonnen - 9/11/2009, 11:06

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